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| Cobolli Gigli: "Buffon il nostro portabandiera". Il presidente bianconero fra presente e futuro: "Vogliamo rivedere e prolungare pure il contratto di Trezeguet: Blanc e Secco sono già al lavoro". Il presidente bianconero Giovanni Cobolli Gigli, intervenuto alla trasmissione radiofonica «La Politica nel Pallone-Gr Parlamento», ha esposto le linee guida per i prossimi mesi: «Vogliamo tenere i campioni e rafforzare il vivaio per tornare in Champions fra due anni. Il primo è Buffon che è una bandiera per la nostra società, anche se fa gola a tanti. Ha dimostrato attaccamento ai nostri colori, ma è un uomo libero e può cercare nuove sfide. Fra le varie squadre che possono essersi candidate per averlo, direi che la nostra è ancora in vantaggio. Ma vogliamo rivedere e prolungare pure il contratto di Trezeguet: Blanc e Secco sono già al lavoro. In realtà i nostri maggiori problemi sono a centrocampo e in difesa. Camoranesi fa parte del programma, uno come Zebina, per esempio, è meno importante. Fondamentale sarà il vivaio: abbiamo già lanciato giovani interessanti, nei prossimi anni ci proponiamo di metterne altri a disposizione di Deschamps in una Juve sempre più italianizzata». Il progetto squadra non può prescindere dai futuri assetti societari. E ancora una volta Cobolli Gigli si è detto certo che il futuro è in cassaforte perché la proprietà è vicina alla squadra: «Non ho motivi per dubitare che la famiglia Agnelli resterà. Ho avuto segnali chiari a più riprese. Noi abbiamo fissato in cinque anni il lasso di tempo per avere di nuovo una Juve forte come la precedente. Ovviamente puntiamo a vincere già prima». L’equilibrio costi-ricavi è il cuore di tutto. I diritti tv diventano l’ago della bilancia: «Sono preoccupato. Guardo a ciò che succede a Barcellona e Real e penso che sono contratti che manterranno sempre una grande capacità competitiva. Il ministro Melandri vuole una contrattazione collettiva, stiamo lavorando con gli altri club per vendere meglio i diritti in maniera centralizzata, per portare a casa più soldi da mettere a disposizione in maniera più sociale». |
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